mercoledì 14 giugno 2017

La strada fino a qui di... Barbara Graneris

Ebbene sì.
Anche quest'anno il caldo è arrivato. Nel mio paesello la situazione poi non è delle migliori perché insieme alle temperature torride, è arrivata anche la siccità. E per questo motivo, siamo stati costretti a razionare l'acqua. Triste storia... fortuna che ho i libri che mi distraggono e mi tengono occupata.
E fortuna che ogni tanto riesco anche a presentarvi un autore. Oggi è la volta di Barbara Graneris. Un'autrice che, nei suoi romanzi, affronta temi importanti e profondi. Ripercorriamo insieme a lei la sua strada, nel mondo delle storie, fino a qui.


Ciao Barbara e benvenuta nel mio blog. Iniziamo da una domanda di rito: chi è Barbara e cosa fa nella vita?

Ciao Alessandra, e grazie mille per avermi ospitata, sono felice di essere qui! :)
Dunque, sono una ragazza semplice di 23 anni e vivo in un paesino nella provincia di Asti. Lavoro come baby-sitter e collaboro con due giornali: uno di cronaca locale e uno online sulla squadra del Toro. Sto ancora cercando la mia strada però, e mi piacerebbe tanto entrare nell’editoria e lavorare con gli aspiranti scrittori, con quelli che, come me, provano a realizzare il proprio sogno. Sono timida e insicura, e ho sempre paura di dire o fare qualcosa di sbagliato. Amo le cose semplici, la musica, i bambini e il calcio. Odio l’incoerenza, le preferenze e le foto perché non mi piaccio mai come vengo! Adoro i libri fin da bambina, passione che ho preso da mia mamma, mentre quella per la scrittura è sbocciata solo qualche anno fa, ma mi ha letteralmente cambiato la vita, aiutandomi e mostrandomi una strada che non avrei mai pensato di intraprendere.

Come è nata in te la passione per la scrittura e quando hai capito che di voler far leggere le tue storie ai lettori?

La passione per la scrittura è nata un paio di anni fa. Stavo attraversando un periodo di “crisi esistenziale” e soffrivo di attacchi di panico frequenti. A volte mi sentivo davvero soffocare, e un giorno ho preso la penna in mano e ho iniziato a scrivere su un foglio come mi sentivo. È stato terapeutico. Da lì, ho creato una storia con protagonista una giovane ragazza che si vede intrappolata e che ha perso la speranza e la retta via. Le ho trasmesso tutte le mie sensazioni e in qualche modo grazie a lei sono riuscita a trovare la forza per cercare di rialzarmi. Una volta terminata la storia, ho pensato che sarebbe potuta essere da esempio e magari riuscire a spronare chi, come me, aveva perso un po’ la “luce” della vita. Per questo ho deciso di pubblicarla qualche mese dopo.

Come consideri il mondo editoriale di oggi? E quali difficoltà, se ne hai avute, hai incontrato durante il tuo percorso?

Dalla mia piccola esperienza noto che anche in questo mondo ci sono alti e bassi. Mi piacerebbe un giorno entrare in libreria e vedere il mio romanzo sullo scaffale, ma credo che questo sia un po’ il sogno di tutti quelli che scrivono. È difficile raggiungere questo obiettivo perché si è veramente in tantissimi e le stesse CE non riescono a dare spazio a tutti. In più, molte di loro si basano sulle posizioni in classifica e sulle vendite e io non sono una che sta in alto. Sono queste le principali difficoltà: il non avere un “nome” e il fare fatica ad emergere e a farsi conoscere per invogliare i lettori a dare una chance ai miei romanzi. A volte è un po’ doloroso e frustrante, ma preferisco non pensarci perché altrimenti perderei il brio e le emozioni suscitate dalla scrittura e dall’inventare una storia dal nulla. E poi ho delle lettrici che mi seguono con affetto e piacere e questo è più di quanto mi sarei mai immaginata e sicuramente più importante dello scalare una classifica.

Parliamo adesso dei tuoi romanzi. Vuoi raccontarmi le loro storie, titoli e trame, e la loro Storia, ovvero quando e come sono stati pubblicati?

I miei “bimbi” sono quattro e sono tutti e quattro dei romance contemporanei pubblicati in self.
Il primo romanzo è “Ricomincio da te”, pubblicato a luglio 2015. Racconta la storia di Luce, giovane ragazza preda di attacchi di panico la sui vita è stata improvvisamente stravolta. Luce si ritrova “spenta” e per un po’ di tempo non fa che vivere nel passato, senza uscire di casa, fino a quando un giorno non capisce che ha bisogno d’aiuto. Decide di andare da uno psicologo e con lui riesce a capire tante cose su se stessa. Lo psicologo le consiglia di fare una lista di cosa da fare e di farne una e lei decide così di iscriversi ad un corso di chitarra. Qui conosce Diego, il ragazzo che con un po’ di pazienza riuscirà a ridarle il sorriso.
Quella di Luce è una storia che sento molto vicina perché anche io ho avuto un periodo come il suo e scriverla è stata la spinta giusta per iniziare a superarlo.


Il secondo romanzo è “E se fosse destino”, pubblicato a febbraio 2016. Racconta la storia di Greta e Davide e nasce dalla mia passione per il calcio e i dolci. Tutta la loro storia ruota attorno al ruolo che i sogni e il destino hanno nelle nostre vite. Lei è una commessa con la passione per i dolci, lui una giovane promessa del calcio che lotta tutti i giorni per diventare professionista. Il loro è un incontro-scontro allo stadio e da quel momento il destino si divertirà a giocare con loro, a volte in maniera sana, altre dolorosa. Capiscono di avere bisogno l’uno dell’altra perché solo conoscendosi si sono resi conto che nelle loro vite mancava qualcosa.
Il terzo romanzo è “Amami oltre le paure”, pubblicato a novembre 2016. Questa è la storia di Lollo e Bea, migliori amici di Greta e Davide. Un romanzo che non avevo minimamente intenzione di scrivere, e invece alla fine mi sono ritrovata a scrivere di loro in neanche un mese. Bea e Lollo hanno già avuto una storia passata, finita perché Bea continuava a fuggire da se stessa e a proteggere i suoi segreti. Lollo è un calciatore, costretto a tornare a casa per via di alcuni problemi di famiglia. Loro sono due teste calde, due personaggi solari e strafottenti che sotto sotto nascondono un’infinita dolcezza. Sono costretti a ritrovarsi a causa dei loro migliori amici e la loro attrazione sepolta riemerge con prepotenze. E mentre Bea continua a lottare contro un passato difficile che irrompe di nuovo nel presente, Lollo decide che il destino gli sta dando una seconda possibilità con lei e non ha nessuna intenzione di farsela di nuovo scappare. Una storia che a me personalmente piace molto e che prova a suggerire a chi la legge di essere più forte delle paure, perché è proprio dietro di esse che si nasconde la felicità.
L'ultimo romanzo è “Insegnami ad amare”, uscito un mesetto fa. Questa è la storia più intensa e difficile che io abbia scritto fino ad ora, incentrata sul rapporto tra fratello e sorella e sulla voglia di fuggire via, lontano da tutti e tutto, per cercare un po’ di pace con se stessi. Parla di Alex e Clary, due anime ferite e logorate dal senso di colpa. Clary viene considerata la pazza del paese e nonostante suo fratello Dan continui a sostenerla, per lei è tutto troppo da sopportare e decide di fuggire via da casa. Durante il suo viaggio incontra Alex, tatuatore dal cuore tenero, in conflitto con se stesso. Basta uno sguardo e tra loro nasce una sintonia strana, un legame che sembra sbocciare da un dolore comune. Non riescono a stare lontani e per questo decidono di viaggiare insieme per l’Italia, senza prefissarsi una meta precisa. Nella loro avventura “on the road” scopriranno il peggio e il meglio di loro stessi e cercheranno il modo per perdonare e imparare ad amare. Un romanzo profondo che mi ha fatta piangere tantissimo mentre lo scrivevo, che spero che i lettori capiscano e non si fermino all’apparenza.

I lettori del genere hanno a disposizione moltissimi romanzi rosa da poter leggere, tra autrici di case editrici e autrici self. Cosa dovrebbe avere, secondo te, un romanzo rosa per essere originale?

Dovrebbe avere il mix giusto di realtà e immaginazione, far sognare ma non creare false aspettative. E in particolare deve avere un messaggio sano da trasmettere. Ormai in giro si vedono tante trame simili, con ricconi e innocentine e infinite sfumature erotiche. E spesso (per fortuna non sempre) dalle pagine esce fuori un messaggio sbagliato sulla nostra società e sul ruolo della donna, specie se si pensa che questi romanzi vengano letti anche dalle adolescenti.

Vuoi lasciarmi una o più citazioni dai tuoi romanzi? Quella, o quelle, che più senti ti appartengono?


Te ne lascio una per ogni romanzo, quelle che sento più vicine a me.
“Ho scelto io di stoppare la mia vita e vivere isolata dal mondo. Devo scegliere io di ripartire.” (Ricomincio da te)
“Non è a questo che servono i sogni? A spingerci a migliorare le nostre vite e ad essere felici?” (E se fosse destino)
“Lotta sempre nonostante il dolore e le delusioni. Tutti siamo destinati a vincere, ma è il modo in cui combattiamo a fare di noi dei vincitori.” (Amami oltre le paure)
“Love never fails – L’amore non fallisce mai.” (Insegnami ad amare)

Conosci autrici italiane contemporanee? Se sì, quali mi consiglieresti di leggere?

Ti consiglio A.S. Kelly e la sua serie “Four Days”. Lei secondo me riesce perfettamente a mixare il lato erotico con storie emozionanti, romantiche e con un messaggio da trasmettere. Stessa cosa anche con i romanzi di Daniela Mastromatteo. Io poi, personalmente, amo tantissimo Daniela Volontè, Cassandra Rocca e Anna Premoli e con loro vado sempre sul sicuro. Un’altra autrice che ho scoperto da poco e che non ho più intenzione di mollare è Federica Alessi. Il suo stile mi ha conquistata!
Sicuramente ce ne sono tante altre che ora mi sfuggono, ma che meritano di essere lette e amate, perché ricche di talento.

Quale autore della letteratura classica, o moderna, ti piace e ti è d'ispirazione e quale libro avresti voluto scrivere?

Come autore classico mi piace molto Shakespeare, mentre come autore moderno, il mio preferito in assoluto è Nicholas Sparks, e mi ispiro molto al suo stile. Un libro che mi sarebbe piaciuto scrivere è “Ti aspettavo” di Jennifer Armentrout, perché è un mix di emozioni straordinarie. Lei è un’altra autrice che adoro assieme alla Colleen Hoover: due regine, oserei dire, ineguagliabili.

Che libro stai leggendo attualmente?


Sto leggendo “Tutta colpa di quel bacio” di Cassandra Rocca! :)

Gli scrittori e i social. Sembra che oggi, un autore, per farsi conoscere sia dal pubblico che dalle case editrici debba ricorrere a questi mezzi. Cosa ne pensi di ciò? E tu, in genere, che rapporti hai con i lettori?

Penso che abbia i suoi vantaggi e i suoi svantaggi. Io sono una persona molto introversa e timida e tendo a stare sempre nel mio angolino per paura di dare fastidio. E questo vale anche quando si tratta di farsi un po’ di pubblicità. I social sono il mezzo più efficace per raggiungere più lettori possibili, ma è comunque difficile provare a farsi notare, senza contare che ognuno poi ha le proprie preferenze.
Io non ho un grosso seguito, ma mi ritengo fortunata perché ho il mio gruppo con le mie lettrici affezionate, con cui posso parlare di tutto e sentirmi al sicuro e protetta. Direi che sono la mia seconda famiglia, e il loro sostegno e le loro opinioni sono doni preziosi per me.

Quale genere letterario vorresti scrivere e quale al contrario quello che non scriveresti mai?


Mi piacerebbe tantissimo scrivere fantasy e so per certo che non scriverò mai gialli e thriller.

Possiedi “una stanza tutta per te”, oppure scrivi ovunque capita? Hai delle abitudini, dei rituali, che segui prima di iniziare un romanzo?

Scrivo un po’ ovunque! Dipende dal momento e dall’ispirazione, l’importante è che io sia sola e con la musica nelle orecchie. Non ho rituali precisi, parto da un’idea, faccio una scaletta e inizio a scrivere.

A cosa stai lavorando adesso? Vuoi svelarci qualcosa sui tuoi progetti in corso?


Sto lavorando a tante cose assieme e devo ancora capire a cosa dare priorità e cosa scartare. Dopo “Insegnami ad amare” faccio un po’ fatica perché ho paura di non essere in grado di riuscire ad eguagliare il livello di Alex e Clary. Per ora butto giù solo delle idee, vedremo cosa succederà nei prossimi mesi! :)

Grazie mille Barbara per essere stata qui con me. Ti auguro tanta fortuna per il tuo lavoro. A presto!



lunedì 29 maggio 2017

La strada fino a qui di... Folgorata e La Pizia

Buon pomeriggio amici di blog! Perdonate l'assenza ma tra incontri con le classi, nelle quali ho letto alcuni brani per avvicinare i piccoli alla lettura, e le svariate iniziative nella biblioteca del mio paese, della quale sono una delle volontarie che la gestisce, il tempo per stare al pc si è ridotto ancora di più, ultimamente. Ma eccomi qui oggi a presentarvi due autrici che, dopo aver letto la loro intervista, vorrei conoscere ancora di più in maniera approfondita.  
Folgorata e La Pizia sono gli pseudonimi delle autrici del romanzo "Troppo per me", due autrici che a quanto pare sanno davvero il fatto loro. Andiamole a conoscere insieme...

Benvenute nel mio angolino virtuale. Iniziamo da una domanda di rito: chi sono Folgorata e La Pizia? E cosa fanno nella vita?

Folgorata - Dunque nella realtà sono in pratica una a cui piace curare: il mondo con la politica, me stessa e la mia famiglia con le erbe che raccolgo e trasformo in pozioni, la sofferenza psicologica delle persone con l’editoria e la scrittura. Sì sono un editore e a volte scrivo.
LaPizia: ho lavorato nel mondo della comunicazione, principalmente come copy; ora sono mamma a tempo pieno ed editor a tempo perso.

I vostri sono nomi d'arte molto particolari. Come mai la scelta di firmarvi sotto pseudonimo, e come mai la scelta è ricaduta proprio su questi due nomi?

Folgorata - Sarò breve: la decisione l’ha presa Giusy de Nicolo una altra scrittrice della congrega, l’autrice di Echi di Sangue, Apocalisse Kebab e SweeDreams. Folgorata era l’alias con cui oltre dieci anni fa cominciai a chattare: nei vari forum dedicati alla saga di Twilight. Poi con quel nick con le Bloodie Roses abbiamo fondato un gruppo di scrittura e abbiamo prodotto diversi romanzi, io ne firmai un paio come Violet Folgorata, opere ancora acerbe di cui prima o poi farò una versione reloaded.  
LaPizia: Insieme a Folgorata avevo trovato uno pseudonimo molto chic, ma alla fine abbiamo preferito tenere quello con cui sono nota nel web (e che non ha nulla a che vedere con la prima Pizia, Eloisa Di Rocco).

Andiamo adesso al vostro romanzo: “Troppo per me”. Di cosa parla e quali tematiche affrontate tra le sue pagine?

Folgorata - Una ballerina fragile e acerba deve vincere il saggio di fine anno per poter continuare a danzare. Ma nella sua scuola arriva, condannato ai lavori sociali, un tatuassimo veterano della guerra in Iraq. La tematica è cosa significa realmente far spazio all’altro.  
LaPizia: È una storia d'amore che a prima vista può sembrare già sentita, la bella di buona famiglia e lo sbandato. In realtà c'è la tenacia di due anime ferite nel voler trovare riscatto dal proprio passato, affrontando e sconfiggendo le proprie paure.

Volete citare un passo, o due, del vostro romanzo che meglio lo rappresenta?

Quel guantone mi avrebbe dato la possibilità di parlargli anche se non ero sexy e mi strappò a forza dalla mia timidezza. Esitante feci un passo di lato per fermare il ragazzo e gli porsi l’attrezzo caldo e sudato.
Avevo il batticuore ma, grazie al Cielo, riuscii a tirar fuori la voce.
«Scusa! - deglutii. - Questo credo sia tuo e che vada restituito al giostraio.»
Il semidio, ancora in collera, per poco mi travolse quando me lo strappò sfiorandomi il dorso della mano con dita tanto calde da farmi scattare all’indietro in un oceano di confusione, paura e vergogna mentre notavo che, nel medesimo istante, lui era arretrato col busto altrettanto velocemente, con un’espressione di meraviglia nelle sopracciglia nere inarcate. Avevamo avuto una reazione esattamente identica.

Il ragazzo sollevò gli occhi incrociandoli con i miei rivelando una scintilla sorpresa nelle iridi color ossidiana, qualcosa di tanto misterioso e febbrile da scaldarmi quasi che avesse riconosciuto una qualche intimità tra noi. Durò solo il tempo di un lampo ma non potei impedirmi di sentirmi abbandonata quando lo vidi voltarsi verso il giostraio, restituire il guantone e allontanarsi tra la folla mentre Pam ripeteva:
«Hai visto che muscoli? Hai visto che occhi?»

Come è scrivere a quattro mani? Come vi organizzate il lavoro?

Folgorata -È una coautorialità nata in corso d’opera. Inizialmente La Pizia era la mia editor, poi si è appassionata alla vicenda e ha cominciato a maturare delle aspettative rispetto alla storia, così mi ha praticamente guidata a dar conto di aspetti anche apparentemente collaterali - penso alla scena del gatto gigante - che invece danno al tutto freschezza e profondità. Un contributo tanto decisivo da averne fatto la mia coautrice.
LaPizia: ho cominciato a correggere le bozze del romanzo e man mano mi sono fatta prendere dalla storia fino a immedesimarmi in Glory; Folgorata aveva ben chiaro il percorso ma a me mancavano aspetti che potrei definire psicologici e che lei ha saputo tradurre in azioni ed episodi azzeccati – come quello del gatto. Di veramente mio c'è la citazione di “Glory day” del Boss e qualche suggerimento lessicale, per il resto è tutta farina della penna di Folgorata; io ci ho messo la testa, e il cuore.

Come vi siete conosciute? E quando è nato il desiderio di scrivere insieme?

Folgorata - Ci siamo conosciute nel senso di sapere l’una dell’esistenza dell’altra, grazie alle attività reciproche. Sapevo di questa editor così preparata e insieme non accademica. A volte le critiche letterarie militanti si affezionano a un solo genere e a un solo modo di trattarlo. Lei no. È preparata ma ha mantenuto integra la capacità di farsi affabulare. Poi La Pizia ha letto un mio libro, un thriller, e sembra che le sia piaciuto…  
LaPizia: ho conosciuto Folgorata dietro pseudonino, come autrice di un thriller inquietante che ho amato – e di cui aspetto il seguito – poi come signora Mamma Editori, di cui ho letto e recensito alcuni romanzi. Lo scrivere insieme è stato un passo non previsto, avvenuto con estrema spontaneità.

Che idea vi siete fatta del mondo editoriale di oggi? E che difficoltà avete incontrato, se ne avete avute, fino ad ora?

Folgorata - Il mondo editoriale di oggi è ormai disintermediato, io sono editore più che scrittore e non è un caso se ogni tanto scrivo. Le autrici non hanno più bisogno di noi, sopratutto di noi piccoli editori. Per lo meno. Non ne hanno bisogno se posseggono già le tecniche. Altrimenti posso garantire che con me si impara moltissimo. Intendiamoci anche io imparo dalle mie autrici, ma ho proprio la vocazione a sistematizzare in regole auree i segreti tecnici dello stile.  
LaPizia: Ti rispondo come lettrice: credo che ci sia un eccesso di pubblicazioni fatte sull'onda delle mode del momento e motivate dal marketing. Questo fa sì che gli scaffali delle librerie siano pieni di romanzi fotocopia, nei titoli soprattutto ma anche nelle trame: per un po' ci sta, ma alla fine il gioco viene scoperto e così c'è la sensazione di essere presi in giro. Tutto questo purtroppo va a discapito di autori validissimi, che propongono storie fuori dal coro e che quindi non vengono considerati. Ed è un peccato.

Quanto è importante essere social oggi per farsi conoscere? E voi quali mezzi utilizzate per arrivare ai lettori?  

Folgorata : Guarda, anche a giudicare dal destino di miei amici scrittori pubblicati da grandi case editrici, se vuoi andare oltre le 400 copie o sei social o sei morto.
LaPizia: Facebook e blog sono i mezzi più immediati e che possono dare una buona visibilità; Anobii e Goodreads hanno buone potenzialità, pur essendo più di nicchia.

C'è qualche autore che vi ha ispirato particolarmente? O un libro che avreste voluto scrivere?

Folgorata - In questo caso no, questa storia è nata fantasticando dopo pranzo sulla panchina al sole contro il muro nelle giornate d’inverno. Un piccolo miracolo della montagna dove abito, quando c’è il sole anche a gennaio ti accarezza la pelle e ti scalda dentro… come Simon.
 LaPizia: Glory mi ricorda molto le eroine di Georgette Heyer, nonostante le separino due secoli o più. Eppure trovo che abbiano la stessa caparbietà nel voler sfidare una sorte che sembra quasi segnata, un futuro deciso dai genitori per Glory, e dalle convenzioni sociali per la Heyer.
 Folgorata - Questa cosa la scopro ora dall’intervista! Ecco perché io e La Pizia ci siamo trovate! Anche per me Geogette Hayer è il riferimento assoluto del godimento fatto libro!  

Leggete le autrici contemporanee? Se sì, quali mi consigliereste?

Folgorata Come OFF ti consiglio sicuramente Sweet-Dream della De Nicolo, inaspettato, veloce, divertente. Nel romance sono certissima che Amabile Giusti è una garanzia. Avevo letto il suo Odyssea e fui io a consigliarle assolutamente di passare al romance, ha una vera vena, il tocco giusto che fa decollare la storia d’amore. Poi c’è Velo Nero: è così intelligente, brillante, sagace che di certo ha molto da dare alla scrittura solo che mi scrive di donne legate e con i tacchi… non ce la posso fare! Vado sulla fiducia, non può non scrivere cose che non valga la pena di leggere!
LaPizia: Giusy De Nicolo è una garanzia, vorrei solo scrivesse di più e più spesso. Mi è piaciuto molto anche “Caldo Sangue” di Suanna Roberti, che dà vita a un vampiro originale, nonostante tutto ciò che è già stato scritto sul tema, circondato da un microcosmo di personaggi che definire comprimari è quasi un difetto; la sensualità che emerge dalle pagine del romanzo è raffinata, mai volgare.

Immagino che scriverete ancora insieme in futuro. Quali progetti avete in cantiere?

Folgorata - Ci piacerebbe tanto darci al thriller ma l’editore che è in me lo sconsiglia perché non riusciamo a raggiungerne il pubblico. Dipenderà da come verrà accolto “Troppo per Me”. Se ci saranno sorprese positive potremmo pensare a una trilogia, Navy Seals. La Pizia ha degli addentellati tra le forze armate americane. Ah! detto per inciso, sono fiera di poter dire che “Troppo per Me” è il più grande spottone mai pensato per gli eserciti di tutto il mondo. Della serie che dopo averlo letto mi aspetterei di trovare le fan appostate a Pisa a caccia di parà. :-)
LaPizia: Pisa? Cara Folgorata, qui a Vicenza si contano ben tre basi americane, te la do io l'ispirazione se vuoi ;) Scherzi a parte, sì, mi piacerebbe tanto mettere mano a un thriller, ma sono anche molto curiosa di sapere cosa possono combinare Balin e Drake!  
Folgorata : Vero! Tutte a Vicenza allora, facciamo un campeggio “Troppo per Me” fuori dalla base quest’estate!  

Avete mai partecipato a concorsi letterari o ad antologie di autori diversi? Cosa ne pensate?

Folgorata - Spero di non offendere nessuno ma nei concorsi letterari non credo. Non c’è niente di più triste di un autore premiato che vende poche copie. Le antologie di autori diversi sui blog invece mi piacciono. Creano interazioni interessanti. Io per esempio la Liubicich, che per genere letterario non avrei mai acquistato, l’ho apprezzata proprio attraverso l’iniziativa di un blog che affiancava racconti di autrici diverse. Ha stoffa la Liubicich.  
LaPizia: anni fa, da studente, ho partecipato con un racconto a un concorso indetto dalla facoltà di lettere di Venezia sul tema della violenza sulle donne. Preferisco però stare dietro le quinte, mi riesce meglio.

Scrivere. Definite questa parola con una manciata di parole. Cosa rappresenta per voi?

Folgorata : Per la prima volta con Simon Hogan, il mio amante segreto, è passato dai miei sogni alla carta. Con questa vicenda è avvenuto il vero grande miracolo della scrittura: la regressione al servizio dell’io, la capacità di credere che quanto si sta scrivendo sia reale. E così Simon Hogan ha preso vita, ogni tanto mi chiedo cosa stia facendo.  
LaPizia: per me scrivere è una valvola di sfogo, mi manca tanto il mio blog ma il tempo è sempre troppo poco.

Grazie aver risposto alle mie domande. Vi auguro una buona giornata e soprattutto un buon lavoro. A presto!

Folgorata - Grazie a te Alessandra hai mostrato una profondità e una vastità d’ambito nelle tue domande che mi ha lasciato senza parole… no senza parole no… quando mai? :-)
LaPizia: Grazie a te :)

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sabato 13 maggio 2017

La strada fino a qui di... Francesca Noto

Buongorno amici di blog e buon sabato!
Finalmente riapro le danze alle mie interviste nel blog. Era da tanto tempo che volevo farlo, da quando sono tornata su questi lidi. Chi mi conosce sa che non ho un buon rapporto con i social, a differenza di molte mie colleghe, ma per il mio piccolo angolo virtuale farò sempre e comunque un'eccezione. Ecco perché, finalmente, ho riaperto la rubrica "La strada fino a qui di...", ovvero le interviste agli autori che ho il piacere di conoscere sul web nel mio girovagare strano.

 Oggi, ospite nel blog, è Francesca Noto, autrice urban fantasy che è stata tanto gentile da rispondere alle mie domande. Bando alle chiacchiere scritte, andiamola subito a conoscere insieme.



Raido
Ciao Francesca, e benvenuta nel mio piccolo angolo virtuale. Per sciogliere il ghiaccio, e per conoscerci meglio, ti rivolgo una domanda di rito: chi è Francesca Noto e cosa fa nella vita?

Ciao, Alessandra, e grazie per la calda accoglienza! 😃 Okay, mi presento brevemente: Francesca “Franny” Noto è una traduttrice e una giornalista freelance, la mamma a tempo pieno di due splendide ragazze e una scrittrice per passione. Oltre che una nerd sfegatata, ci tengo a dirlo (per la serie, spu***niamoci subito! XD)

So che sei appassionata di scherma medievale, equitazione e videogiochi. Quanto hanno influito queste tue passioni nei tuoi scritti?

Molto, moltissimo! Basti pensare a quanto è importante Raido, lo stallone frisone occidentale che si rivela un “famiglio” fondamentale per i protagonisti del mio romanzo d’esordio, “Il segno della tempesta”, o al fatto che Sven, il protagonista maschile, ha avuto origini lontane come mio personaggio in un gioco di ruolo... La passione per la scherma medievale (e anche per le arti marziali) mi ha aiutato molto, d’altro canto, nelle descrizioni di scontri e combattimenti, e mi sta aiutando ancora di più nella stesura attuale del mio secondo romanzo.

Quando nasce la Francesca autrice e come si muove adesso nel mondo editoriale?

A dire il vero, ho sempre “giocato” a scrivere, da quando ero una bambina o poco più. La mia passione per la scrittura è nata e cresciuta insieme a quella per la lettura, e già da adolescente mi piaceva mettere per iscritto le storie che mi venivano in mente e mi raccontavo prima di addormentarmi. Solo che le scrivevo unicamente per me stessa, senza immaginare che un giorno una di quelle storie avrebbe avuto un pubblico più ampio. “Il segno della tempesta” è stato scritto nella sua prima stesura tra il 2000 e il 2006, e poi, pressoché completamente riscritto, è stato pubblicato da Astro Edizioni nel 2016. Una bella gestazione, insomma! 😃 Oggi, mi muovo più che altro per farmi conoscere un po’, e quindi, come si suol dire, “ci metto la faccia”, tra fiere di settore, firmacopie nelle librerie e tanta partecipazione sui social! 😃 La cosa più bella? Quando ti rendi conto che, con il messaggio che hai cercato di offrire, stai regalando un sorriso a qualcuno. Allora capisci che ne è valsa la pena, nel tuo “piccolo-piccolo” di esordiente in mezzo al mare magnum della narrativa.

Cover "Il segno della Tempesta"
Parliamo del tuo romanzo d'esordio “Il segno della tempesta”. Di cosa parla e quali temi affronti?

“Il segno della tempesta” è un urban fantasy, dunque ha un’ambientazione attuale con elementi fantastici, che io, in particolare, ho voluto trarre dalla mitologia norrena, da me particolarmente amata fin dall’adolescenza. La storia è quella di Lea, una giovane donna che ha sempre avuto un rapporto difficile con la propria capacità più notevole, una forte empatia. Soprattutto durante l’adolescenza, questa capacità è stata un peso e una maledizione, per lei, ma anni dopo si rende conto che l’equilibrio che ha cercato faticosamente di costruirsi intorno è una bugia, e che è un’altra la strada che dovrebbe seguire, lasciandosi guidare proprio da quella caratteristica di sé che più le fa paura e ha voluto sempre nascondere. Per questo, partirà per un viaggio in cui conoscerà un ragazzo senza passato, Sven, e con cui dovrà scoprire perché questo incontro non sembra casuale, e come fermare quella che potrebbe rivelarsi come un’imminente catastrofe. Mai sentito parlare del Ragnarok norreno? 😃 Elementi fantasy a parte, con questa storia cerco di dare un messaggio che nella mia vita è stato fondamentale: ognuno di noi ha dentro qualcosa di “speciale” che spesso ci fa paura, ma che invece dovremmo valorizzare, perché è proprio ciò che spesso ci condurrà a raggiungere il nostro posto nel mondo, e di conseguenza la vera felicità.

Il genere del romanzo è, nello specifico, il fantasy. Questa scelta è dettata dal fatto che è il tuo genere preferito? Se sì, cosa è per te il fantasy e cosa rappresenta?

Sicuramente è uno dei miei generi preferiti, insieme alla fantascienza (in particolare il sottogenere del cyberpunk) e alle belle storie di vita e di formazione. Il fantasy, in particolare, per me rappresenta l’evasione, la sublimazione di certe simbologie e di certe emozioni del nostro inconscio. L’uomo non si accontenta della realtà, cerca qualcosa di più, colora il mondo di fantasia da quando esiste su questa Terra. E in fondo è questo, il fantasy: una rappresentazione più “colorita” e affascinante del nostro mondo. O almeno, così la vedo io, e così mi piace.

Mi sai dire quali sono tre elementi che non possono assolutamente mancare in un romanzo fantastico?

Un’ambientazione o un’idea originale o comunque intrigante, che tenga il lettore incollato alle pagine; coerenza negli elementi fantastici, così da dare un senso di “realtà nell’irrealtà”, aiutando la sospensione dell’incredulità nel lettore; e personaggi non stereotipati, né troppo eroici: qualcosa di umano serve sempre, o finiranno per diventarmi antipatici! 😃

Ci sono altri generi letterari ai quali pensi di poterti accostare in futuro?

Mi intrigano molto sia la fantascienza che il genere distopico!

Quale è il tuo libro preferito, quello che rileggeresti senza mai stancarti?

Ce ne sono diversi, ma per questa intervista scelgo lui: “Un ponte sull’eternità”, di Richard Bach. Per me è stato un romanzo fondamentale, a cui devo moltissimo, anche come insegnamento di vita. A proposito: è troppo tempo che non lo rileggo, devo rimediare!

C'è invece un romanzo che ti ha ispirato, un'opera (anche della letteratura classica) che ti ha insegnato qualcosa o che addirittura avresti voluto scrivere?

A parte il già citato “Un ponte sull’eternità”, hanno influenzato moltissimo il mio stile “Luce virtuale” di William Gibson, “It” di Stephen King, “Kitchen” di Banana Yoshimoto e, ultimamente, “Disegni di sangue” di Poppy Z. Brite, che ho avuto la fortuna di tradurre dall’inglese (l’originale si intitola “Drawing Blood”). La sua prosa è poetica e intensa e ti cattura in modo incredibile!

Consiglieresti tre titoli di autori italiani o stranieri che non possono mancare, secondo te, in una libreria?

A parte quelli che ho già citato? 😃 Vediamo, vado sui classici... “Il nome della rosa” di Umberto Eco, “Dracula” di Bram Stoker e un libro che probabilmente non conosce nessuno ma che ho amato incondizionatamente da ragazzina: “Il colle delle genziane”, un libro del 1964 della scrittrice inglese Elizabeth Goudge.

Gli scrittori e i social. Un tema oggi abbastanza controverso. Cosa mi vuoi dire a riguardo?

Come ogni strumento a nostra disposizione, secondo me i social possono essere di grande aiuto per un autore emergente, se usati correttamente, e ci aiutano a farci conoscere e a rafforzare la rete di lettori e quella di supporto tra i “piccoli scrittori”. Credo che però alzare polemiche sterili e “flame” inutili, costruirsi intorno un personaggio spocchioso che si crede il nuovo Martin o la nuova Rowling della situazione (ciaone!), o spammare a caso e con l’insistenza di un picchio rosso contro il tronco di una quercia NON siano usi corretti dei social network... 😃

Quali sono i tuoi progetti in cantiere? Stai scrivendo altri romanzi?

Al momento sto ultimando un secondo romanzo, che si intitolerà “I figli della tempesta”, ed è un sequel stand-alone (potrà essere letto senza dover leggere “Il segno della tempesta”, e viceversa) del mio romanzo d’esordio. Uscirà a ottobre, sempre per Astro Edizioni, e sarà un urban fantasy, ma con più attenzione al fantasy, e con due protagonisti adolescenti e maschili, Nathaniel e Winter (già li adoro e non vedo l’ora di scoprire cosa ne penserà chi leggerà la loro storia).

Come ti rapporti con i lettori? Ci sono dei complimenti, o delle critiche, che ti sono stati rivolti e che ti hanno fatto in qualche modo riflettere?

Per me chiunque mi dia fiducia e provi a dare una possibilità al mio libro è innanzitutto da ringraziare, perché in fondo sono agli inizi di questa avventura, e sono una traduttrice “prestata” alla scrittura, se vogliamo. Se poi il messaggio che ho cercato di dare offre un sorriso e una riflessione positiva a chi mi legge, sono felice e sento che ne è valsa la pena: quando è successo, è stato sempre bellissimo, per me. Apprezzo anche le critiche, purché siano motivate e costruttive: di sicuro aiutano a crescere e a lavorare meglio su eventuali nuovi progetti.

Grazie mille Francesca per essere stata qui con me. Ti faccio un grosso in bocca al lupo per il tuo lavoro. A presto!
Grazie a te, Alessandra, e... VIVA IL LUPO! 😃

Per saperne di più sull'autrice visitate la sua PAGINA FACEBOOK 



Grazie ancora a Francesca!
Per fare due chiacchiere con me e ricevere un'intervista basta mandare una semplice richiesta a questa mail paolonialessandra83@gmail.com 

Alla prossima, amici di blog!

venerdì 28 aprile 2017

Cosa leggo, cosa guardo, cosa scrivo #1

Buongiorno amici di blog!
Tempo autunnale da me, anche se la cosa mi dispiace solo in parte. Tra qualche mese mi lamenterò del caldo, lo so, quindi mi godo questo ultimo fresco e anche purtroppo le ultime piogge.
Ma veniamo a noi... anzi a me.
Incredibile ma vero, ho ripreso a pieno ritmo la pubblicazione dei post in questo mio angolino virtuale. Sto vagliando quali rubriche adottare, se riaprire le porte anche alle segnalazioni delle uscite degli altri autori o addirittura alle interviste.
Ma come prima cosa, oggi do il via alla rubrica "Cosa leggo, cosa guardo, cosa scrivo", un sunto delle mie attività ludiche e non. Se leggete questo post e vi va di rispondere alle medesime domande, potete sempre farlo nei commenti.
Dunque...

Cosa leggo: Ho iniziato ieri "La Signora degli Spiriti" di Simona Liubicich, un romance vittoriano dalle tinte soprannaturali. Spero di poter scrivere presto due righe di commento, non appena lo finirò.



Cosa guardo: Sono arrivata alla quarta stagione di Downton Abbey, la serie televisiva in costume che avevo perso in tv e che ora sto recuperando su Netflix. Contrariamente alla mie aspettative, le vicende di tutti questi personaggi così diversi e pittoreschi mi hanno presa e la visione si sta rivelando davvero gradevole.



Cosa scrivo: In realtà sto editando i primi due libri dei Wendell. Il tempo di Luther e La croce e la lancia hanno bisogno di una rispolverata. Un compito che mi terrà occupata fino alla prossima settimana, credo.

Ecco. Più o meno il mio tempo libero lo occupo così. Per adesso.
E visto che l'editing mi reclama, vi saluto, amici di blog.
Alla prossima!